Parquet: le origini

Parquet: le origini

aprile 19, 2016Blog

Quanti di voi conoscono davvero l’etimologia della parola ‘parquet’ e le origini di questa pavimentazione per ambienti interni e per l’esterno?

‘Parquet’ negli anni ha cambiato molte volte significato. Infatti, all’inizio era il diminutivo di parc, ‘parco’. Successivamente, la parola parc e dunque parquet ha iniziato ad indicare i luoghi in cui si tenevano convegni e incontri.

A tal proposito, una curiosità: Parquet era il nome della sala dove il Re di Francia Luigi XIV teneva le sue riunioni. Questo salone aveva un pavimento di legno, forse per questo il termine parquet divenne sinonimo di pavimento di legno.

Il termine ha cominciato ad essere usato nel settore dell’arredamento solo a partire dal Seicento. In quello stesso periodo il parquet è diventato il classico pavimento per le abitazioni di lusso: ad esempio lo si ritrova nel Palazzo Madama di Torino, nel Castello di Versailles (da cui il nome del disegno a intarsio) e nella palazzina di Caccia di Stupinigi.

La pavimentazione in legno è stata in ogni caso uno delle prime adottate negli appartamenti: postuma a quello in terra battuta, fu usata molto prima di quelle in marmo e pietra. Purtroppo, il naturale deterioramento del materiale non ha permesso che rimanessero resti delle antiche installazioni.

La prima testimonianza reale della posa del parquet risale al X secolo A.C., nelle descrizioni dell’Antico Testamento del regno di re Salomone. Alla fine del Medioevo, invece, in Scandinavia e in Inghilterra si iniziò a realizzare decorazioni in legno e schemi geometrici accostando essenze di tipo e colore differenti.

Durante l’epoca fascista, con l’uso di italianizzare le parole straniere, il parquet fu tradotto in ‘tassellato’, ma si ritornò al nome classico dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

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